Tutto parte da qui....tanti e tanti anni fa...

C’era un tempo in cui le giornate si passavano a suonare. In una baracchetta piccola piccola che si trasformava in un’astronave piena di luce. E tutto girava più veloce. E tutto sembrava più facile, più bello. I Pink nel cuore e tanta voglia di fare. L’amicizia era il collante, la passione per la musica faceva tutto il resto. Emozioni forti. Le prime note. I primi strumenti rimediati, costruiti, i primi concerti con il cuore in gola. Poi succede che la vita mastica qualche sogno e la realtà resta ferma sotto i tuoi occhi, impietosa come un killer con la pistola già carica. Ma non si uccide l’entusiasmo. Non si uccidono le passioni. Le passioni abitano la parte più bella del cuore ed è lì, da qualche parte, che ancora girano gli Arteria Pompata. Strampalati, irriverenti, irresistibilmente simpatici, incredibilmente sinceri. Certi sogni non finiscono mai. Mai. A.P.
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Valle Roveto Rock 98
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VRR '98
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VRR 95
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A VRR
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San Giovanni-festaxLuca
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Giugno 2006 Reunion
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L'ultima Arteria Pompata?
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"Gli Arteria Pompata non sono un ricordo o un periodo della mia vita, ma un vero e proprio periodo storico, come il Fascismo o il Rinascimento.." ( Tullio Luca )
Siamo a Balsorano ( Aq ) nell' estate del 1993 quando una comitiva di amici si ritrova a cantare "Quando in culo lo prenderai": testo di Antonini Massimiliano, musica di Bob Dylan ( Knockin' on heaven's door ) alla chitarra classica Gianluca Troiani, alle grasse risate e cori Tullio Luca, Ermanno Antonini e Rotondi Simone.
Perché non mettere su una Rock Band allora?
Simone era un ottimo tastierista e possedeva una Roland U20. Gianluca suonava bene la chitarra e con la sua Fender Stratocaster già da tempo duettava con Simone. Massimiliano da bambino aveva avuto una batteria e da allora non aveva più smesso di battere il tempo con qualsiasi cosa; comunque aveva appena acquistato un bongo e all'occorrenza c'era la possibilità di mettere le mani su una vecchia batteria suonata da Antonio detto Luvanor, batterista del Le Quattro Piattella, gloriosa band balsoranese dei primi anni '80. Luca si fece avanti per imparare a suonare il basso, inizialmente ricavato da una chitarra elettrica rosso ferrari di bass'ordine a cui furono tolte due corde e messi a palla i bassi; chitarra gentilmente offerta da Forestiero Giuseppe, detto Pino, Tatos per voi. Ermanno aveva due possibilità, il triangolo o cantare. Il giovane cantante vantava un'ottima conoscenza dei brani floydiani che ben si sposava con il collaudato repertorio di Simone & Gianluca. Per suonare Massimiliano mise a disposizione la sua baracca in via Vittorio Emanuele, "From la barracca d Massmliano.."
Sì, ma quale nome dare alla band?
Ermanno tornò con la mente in quella Uno Rap, ferma a un semaforo rosso a Silvi Marina, nello stereo Roadhouse Blues dei Doors, alla guida accanto a se Massimiliano non ancora patentato che sgasando forte sfidava allo sprint il Porche affianco, mentre gli diceva con lo sguardo avvelenato : " Hai visto come schiamava il fidanzato di quella? Non ce la faceva più, stava a rota..." Semaforo verde. Ruote che fischiano. Let it roll, baby roll. Testa a testa con il Porche. "...si è andato a pompà!" Spartitraffico. Sterzata brusca. Motorino nel fosso. Ermanno tornò con la mente nella baracca e disse :
"ARTERIA POMPATA"
continua...